15 aprile 2014

I Giardini di Manhattan. Storie di Guerrilla Gardens di Michela Pasquali


la camera verde

Michela Pasquali descrive i giardini spontanei di LOSAIDA, piccolo quartiere di New York a sud est, vicino a Wall Street: una manciata di isolati compresi tra la 3° avenue e la avenue D e delimitato a nord e sud rispettivamente dalla 14ma strada e dalla East Houston street.


È un quartiere povero, fatto di immigrati che si succedono dalla fine dell’ 800 ai giorni nostri: immigrati dell’ Europa dell’Est, italiani, portoricani e artisti che vi si stabiliscono negli anni '60, ognuno con la propria cultura e la voglia di fare comunità. 

Man mano che vengono demoliti interi isolati gli abitanti del quartiere occupano piccole o grandi porzioni di terreno, bonificandolo e arricchendolo di alberi, fiori, piante, sculture, stagni e tutto ciò che la loro fantasia suggerisce. 

L’autrice ha vissuto diversi anni a New York studiando, fotografando e raccontando questi brani di città strappati alla speculazione edilizia. Alcuni dei giardini fotografati oggi non esistono più, ma rimane la loro straordinaria testimonianza di vitalità e la loro forza di coesione.

Alcuni hanno un piccolo stagno con i pesci, strane sculture o statuine con soggetti religiosi, altri hanno aiuole delimitate con i cornicioni scolpiti dei palazzi demoliti, oppure pavimentazioni in mattoni recuperati o addirittura mosaici o un piccolo anfiteatro dove ospitano manifestazioni culturali. 

Nella maggior parte dei casi non sono orti (come di solito sono i community garden americani) ma “semplicemente” giardini, nati per il piacere di godere del verde, veder crescere gli alberi e i fiori e, prendendosene cura, sentirsi parte di una comunità.

Ogni giardino ha la sua personalità, ma quello che li accomuna è l’aver capito che il verde non è una cosa in più, ma una vera e propria esigenza. Argomento appassionante, dunque, anche se lo stile narrativo è un po’ freddo, ai limiti del noioso e le immagini poco curate.