17 maggio 2015

Il Labirinto di Bambù


Imponenti i numeri: 7 ettari di superficie, 3 chilometri di lunghezza del percorso, 250 metri per lato, 20.000 piante di bambù di 30 specie diverse, 10 milioni spesi finora per la costruzione e sorprendente il risultato: apre ufficialmente il 29 maggio, con qualche mese di ritardo, il più grande labirinto di bambù al mondo, il labirinto della Masone, a Fontanellato, nella campagna di Parma.

La forma è quella classica, ispirata ai mosaici romani, con quattro campi che si sviluppano attorno ad un quadrato centrale, ma con biforcazioni che il labirinto classico, con una sola via di uscita, non ha.

mosaico romano Iv sec A.C., Vienna

L’ideatore è Franco Maria Ricci amante della bellezza, editore di raffinatissime pubblicazioni (tra le quali la bellissima rivista FMR), designer, collezionista e appassionato di arte.
L’idea di usare qualcosa di diverso dal classico bosso nasce, come racconta lo stesso ideatore, dall'esigenza pratica di vedere realizzato, in un tempo relativamente breve,  un sogno di quasi trenta anni fa, ispirato dal grande scrittore argentino Jorge Luis Borges, allora ospite dell’editore nella sua casa di campagna.  

Un progetto che, dall'incontro con il visionario scrittore argentino (che sosteneva che il più grande labirinto del mondo era il deserto), ha iniziato lentamente a prendere forma per poi decollare nel 2004 grazie all’incontro folgorante di Franco Maria Ricci con il bambù.

Il bambù, così poco conosciuto e utilizzato in Italia, è una pianta straordinaria, leggera, resistente alle malattie, dalla crescita rapidissima, quasi miracolosa, sempreverde  e, a mio parere, bellissima, insomma, come non averci pensato prima!

Tra le specie utilizzate:
  • Phyllostachys viridiglaucescens, dalla canna iridescente che può arrivare a dieci metri di altezza
  • Phyllostachys pubescens, il bambù gigante delle foreste cinesi
  • Phyllostachys viridis sulfurea, con la canna giallo zolfo striata di verde
  • Phyllostachys bissetii, con culmi e foglie verde scuro lucide e fogliame denso e morbido, è quello più usato per il labirinto
  • Phyllostachys aureosulcata spectabilis, con le canne gialle, talvolta incurvate a zig-zag nella parte basale
  • Hibanoubambusa tranquillans “Shiroshima” dal portamento cespuglioso e le foglie striate di giallo chiaro
  • Pseudosasa japonica, culmi fini e molto rettilinei che crescono in ciuffi serrati e grandi foglie 
  • Shibataea kumasaca, bambù tappezzante di taglia bassa dalle caratteristiche foglie ovali simili al pungitopo
  • Pleioblastus pumilis, nano, tappezzante, sembra più un prato che un bambù!

La Fondazione offrirà, anche gratuitamente, in collaborazione con l’Associazione Italiana Bambù, un servizio di consulenza a chi volesse coltivare questa pianta prodigiosa, magari per schermare qualche bruttura, con corsi e seminari sul bambù. 

L’unica cosa che mi lascia un po’ perplessa, ma alla quale avranno senz'altro provveduto i progettisti, è l’estrema invasività del bambù che lo rende quasi infestante, tanto da doverlo contenere, altrimenti rischia di diffondersi molto rapidamente e soffocare le specie autoctone meno resistenti.

Oltre al labirinto, una serie di edifici che ospiteranno concerti, mostre (la prima, che inaugura l’apertura, è intitolata “Arte e follia”, curata da Vittorio Sgarbi e dedicata ai pittori naif padani Antonio Ligabue e Pietro Ghizzardi), il Museo con la collezione d’arte di Franco Maria Ricci di oltre 500 opere tra ‘500 e ‘900 (Bernini, Canova, Carracci, Ligabue…), una ricchissima Biblioteca dedicata ai più illustri esempi di tipografia e grafica a disposizione di studiosi e appassionati e una libreria, ma anche un ristorante, un bistrò, un punto vendita di prodotti locali e persino una cappella dove sposarsi!


Il complesso del Labirinto è aperto dalle 10.30 alle 19 tutta la settimana tranne il martedì.
E' possibile con anticipo prenotare visite nel giorno di chiusura scrivendo a: labirinto@francomariaricci.com
Per richiedere le visite guidate alle collezioni contattare:labirinto@francomariaricci.com