4 ottobre 2014

Cronache da un Giardino

Pejrone- cronache da un giardino


È a metà strada tra un libro fotografico e un libro alla Pejrone: aneddoti, racconti, cronache da un giardino e poi splendide foto.


Il giardino in questione è quello di Pejrone, come dice lui una specie di “officina, un laboratorio, non un giardino da visitare né tantomeno da esibire”, un luogo del cuore.

Le foto descrivono gli angoli del giardino: vicino alla casa i fiori, magnolie stellata e sayonara, le rose seafoam, le candide ortensie Annabelle, gli agapanti, le clematis armandii apple blossom.

Poi l'acqua delle sorgenti di San Michele e Santa Sofia e i suoi inquilini: felci, caltha vaticans, ninfee, canne, glicini, iris siberiane insieme a rane e rospi. Infine gli orti, cuore della casa, con piselli, uva, cipolle, ordinati e selvaggi.

Pejrone racconta l'inizio del suo giardino-laboratorio dal 1992, quando ne divenne proprietario ed era abitato da rovi e robinie, alla trasformazione: prima due oleandri da una casa all'Elba oggi alti 3 metri, tre alberi di cotogno nell'aia, una magnolia delavayi che profuma l'estate con i suoi fiori bianchi, alcune rose iceberg, del Bengala e marechal Niel, antica rosa giallo-rosata profumatissima, oltre alle piante di tasso tagliate a cono interrotto che costeggiano il viale che porta a casa.

Racconta della fioritura invernale dell'elleboro che viene dal vecchio giardino di Chieri, che ora non c'è più, e del vecchio castagno sradicato da una grande nevicata nel quale  ha contato ben 250 cerchi,  del phon, il vento caldo che viene appena dopo il “giorni della merla” che segnano la fine dell'inverno...